L’Italia non firma la Convenzione che mette al bando le bombe a grappolo

Italia : il paese di pulcinella. Da italiana mi chiedo se questo paese si libererà mai da tutto ciò che moralmente lo inquina. L’Italia é stanca di questi finti politici in giacca e cravatta. L’Italia é stanca di un popolo che non protesta,di un popolo che non si informa,di un popolo che rincorre la futilità. La notizia di oggi chiarisce quanto ho affermato. In pochi,presuppongo,sappiamo che alcuni paesi del mondo hanno da poco firmato una Convenzione che mette al bando e definitivamente K.O. la produzione delle bombe a grappolo. Per chi non lo sapesse,le bombe a grappolo,hanno quasi le sembianze di palle colorate ma attenzione,non sono bombe amiche con cui giocare o prendere del the,ti fanno saltare in aria. Talvolta sono colorate,talvolta no,ti avvicini e un secondo dopo non ci sei più o ti ritrovi mutilato. Ebbene si,signori e signore fieri di essere italiani,il vostro paese non ha ancora ratificato la moratoria. Tutto tace miseramente e la gente,dall’altra parte del mondo,continua a morire. Perché?Perché l’Italia non ha ancora agito? A quanto pare la documentazione che permette la firma della Convenzione é stata dimenticata nel cassetto di qualche ministero,scordata,impolverata. Non esistono bombe amiche,non esistono bombe intelligenti,esistono solo stermini di massa.

Gulalay : bimba di soli 12 anni,martoriata da un proiettile

Dall’ospedale di Emergency a Lashkargah,giunge una notizia terribile. Il dramma in questione riguarda una bimba di nome Gulalay di soli 12 anni colpita da una pallottola che l’ha presa in pieno nel fianco. Pochi minuti prima della vicenda,secondo quanto é stato detto dal personale di Emergency,la bambina si trovava davanti casa,nel suo villaggio a Dilaram. Stava occupandosi dei pochi animali che permettono alla sua famiglia,come alle altre famiglie del villaggio,di poter sopravvivere. Odendo spari e lontani boati,e soprattutto vedendo il fratello più piccolo allontanarsi sempre di più,nel raggiungerlo Gulalay é stata colpita dal proiettile di un soldato. Nonostante gli fosse stato negato il permesso di raggiungere in giornata l’ospedale,attualmente la bambina si trova fuori pericolo presso l’ospedale di Emergency : il mattino seguente il padre l’ha immediatamente accompagnata in sede. Siete ancora convinti che quei finti balordi con gli elmetti e con i fucili siano andati a portare la pace in quelle terre? No? Eppure continuate a chiamarli eroi.

Uganda : il pastore Martin Seempa incita i fedeli contro gli omosessuali

Signori e Signore,gente da tutto il mondo! La notizia di oggi ha ancora una volta dell’incredibile. Siamo in Uganda,un pastore di nome Martin Seempa ha dato un contributo all’aumento della vergogna,dell’oscenità,della nefandezza più assoluta,a questo mondo. Dunque il pastore in questione sostiene che ad oggi il mondo sarebbe più pulito se si pensasse di eliminare tutti gli omosessuali della terra. A detta di questo fanatico,sono proprio gli omosessuali coloro che offendono la dignità umana di ciascuno di noi. E’ necessario dunque che tutti gli ugandesi approvino il decreto legge secondo cui tutti gli omosessuali del paese devono essere condannati al patibolo per un mondo più bello. A questo proposito ha mostrato,durante una funzione religiosa,ai suoi fedeli un bel film porno gay. I gay vanno eliminati,i gay sono il peccato,i gay non sono figli di Dio. A questo punto mi domando se sia invece un figlio di Dio colui che in realtà lo offende,parlando a suo nome,ogni giorno come questo squilibrato mentale che opera ancora all’interno dell’ordine ecclesiastico.

Agisci contro lo sfratto di RADIO BLACKOUT 105.250 FM

TORINO – Penso sia doveroso continuare a sostenere la libera informazione sempre. Ecco un altro caso che testimonia il fatto che in Italia,come in molti altri paesi del mondo,la libertà di esprimersi non é ben gradita. In questa sede scriverò nello specifico di un evento,riguardante la città di Torino. La conosciuta RADIO BLACKOUT 105.250 FM sta per essere sfrattata e con lei ancora una volta l’INFORMAZIONE. Pare che le proteste fatte sino ad ora abbiano suscitato soltanto indifferenza. Tutto continua a tacere. E’ infatti per questo motivo che invito tutti quanti gli italiani che credono ancora di essere in uno stato democratico, ad inviare una mail ai ‘potenti’ che non hanno firmato per il rinnovo del contratto di RADIO BLACKOUT. Inviate la mail ai seguenti indirizzi urc@comune.torino.it; marta.levi@comune.torino.it; ilda.curti@comune.torino.it; assessorato.urbanistica@comune.torino.it
con Oggetto : IO SOSTENGO LA LIBERA INFORMAZIONE. Allegate poi il seguente testo :

Testo della mail:
Il sottosritto/a [Nome e Cognome],
venuto/a a conoscenza del mancato rinnovo da parte del Comune di Torino della concessione dello stabile di via Cecchi all’associazione Radio Blackout e la conseguente richiesta da parte del Comune stesso di sgomberarne i locali entro il 31 marzo 2010,

*INVITA*
il comune di Torino a rivedere la propria decisione.

Si richiede al Sindaco di Torino di modificare la decisione, rinnovando il contratto di affitto all’ Associazione Radio Blackout oppure, in subordine, di individuare entro il piu’ breve tempo possibile un diverso sito, con idonei requisiti tecnico logistici, che consenta alla stessa Associazione di continuare a svolgere il ruolo di informazione libera e democratica nel panorama torinese.

Cordiali Saluti
[firma]

Fatelo tutti. E’ molto importante. Siate favorevoli all’INFORMAZIONE libera,senza censura,autogestita. E’ un vostro diritto.

Frana Maierato: E’ un caso unico?

 

 

Ciò che dimostra l’attivazione della frana di Maierato è che l’attenzione posta nei confronti della protezione del territorio dai disastri naturali è ancora troppo risicata. A margine della polemica riguardo alla privatizzazione delle Protezione Civile, restano aperti ancora molti fronti da considerare. Il primo è la messa in sicurezza di tutte quelle aree utilizzate per l’urbanizzazione, ma che di fatto hanno problemi geologici alle spelle, come le paleofrane, gli edifici costruiti in fasce di rispetto dei corsi d’acqua, o a rischio Debris Flow. Le risorse necessarie sono elevate. Corretto parlare di grandi opere quando si è di fronte a questo tipo di problemi?

Staff

Redazione

Daniele Mosca: caporedattore, amministratore contenuti – Contatto mail: danielemosca@yahoo.it

Anna Serra: redattrice/scrittrice

Simona Vogliano: comunicazione

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Alessia Maltese: redattrice/scrittrice

Si ringraziano i redattori che hanno collaborato:

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Giorgio Angotti: musicista, redattore articoli musicali.

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– Daniela Grigetti: redattrice

– William Molducci: redattore

– Simona Vacchieri: redattrice, fotografa

 

Recensione – Emblema

Un’altra bella prova per gli Emblema che presentano un rock giovane e dinamico, ricco di spunti sempre piacevoli e ancora con margini di miglioramento. I pezzi sono decisamente orecchiabili e trascinanti con una musicalità decisa e che imprime ritmo e brio. “Mare senza isole” è un quadro realistico e ben progettato per dare sfogo a pensieri e sogni che il mondo cerca di uccidere, in “Quando ti mandano” spicca una chitarra che ricorda un “rif” noto ai Cardigans ma che si amalgama molto bene con il testo criptico e ipnotico. Molto bella “Linea di non ritorno” che tocca argomenti difficili ma che vengono trattati con un bell’impatto e con profondità, il ritornello ha un’esplosione importante. Un bel testo miscelato ad un ritmo trascinante in “Meglio per tutti”. Uno stile che richiama i Linkin Park in “Il caos”, una bella ballata rock “Caso clinico”. Nel complesso un bell’album da ascoltare, un rock melodico ed orecchiabile a dimostrare la maturazione del gruppo degli Emblema, siamo certi potranno ancora donarci altre sorprese. Una citazione dovuta va fatta per i testi mai banali e pieni di spunti sui quali riflettere, cosa importante in un mercato musicale che premia la canzone fin troppo leggera. Attenderemo altre canzoni di questa band che ha ancora molto da dire. Bravi.

Recensione – Il disordine delle cose

Finalmente della musica d’autore che riporta alle radici della canzone cantautoriale italiana, un tuffo in atmosfere di poesia e luci soffuse. Molti sono gli spunti che i “il disordine delle cose” sanno regalare, dalle ballate romantiche e profonde ad un rock elegante e raffinato. Suoni e ritmi che fanno della melodia la loro arma migliore, evoluzioni di testo e di immagini raccontante con disincanto. E’ difficile partire nel descrivere i singoli pezzi poichè il complesso di questo album rende particolarmente attraente l’ascolto integrale della proposta musicale. Non potrei non fare un sincero elogio per “Il colore del vetro”, un’autentica emozione quasi commovente. Introspettiva e con una convincente fusione delle voci maschile e femminile “L’altra parte di me stesso”, mentre con “Don Giovanni” il rock si appresta a mostrare il meglio di sè, anche grazie ad un testo complesso e ad una sonorità ben costruita. E’ un manifesto alla società moderna “L’idiota”, una quasi sarcastica rappresentazione del potere e dell’arrivismo ma che nasconde il profondo animo umano, quello che resta celato nell’immagine che al mondo si concede, tralasciando un po’ di se stessi. In “Infezione” la presenza di Syria aggiunge il tepore della sua voce ad una canzone delicatamente accattivante. “La mia fetta” viaggia in aria leggiadra e come una favola racconta sensazioni e pensieri, “Lacrime e fango” è una piccola richiesta d’aiuto e una ricerca di qualcosa che aleggia nel testo di questa canzone. Anche in “L’astronauta” l’introspezione e la ricerca d’una luce nuova sono il senso più profondo che animano il testo e la melodia, che esplode tra i suoi violini e archi con un incedere fatto di piccole emozioni. Da qui nasce l’esigenza di dipingere gli attimi così come accade in “Pittore del mondo” e con quella malinconia che solo un amore finito può lasciare che si descrive un universo ormai disperso in “Quella sensazione di comodità”. Semplicemente bella è “Piume di cristallo”, quasi di un gusto sublime. Suoni di pianoforte, archi, chitarre, voci e melodia, un susseguirsi di colori in “Sottile ipocrisia”. Il disco chiude con “Non sono io, sono gli altri” un richiamo alla tradizione popolare e alla musica in generale, gradevole e che va ad incontrarsi con un jazz di alta classe. Nel complesso il disco de “Il disordine delle cose” è bel curato sia nella sua veste estetica della copertina e di libretto, sia nell’aspetto prettamente musicale a vocale. Un idillio perfetto di melodia e testi, cosa importante laddove va disperdendosi il piacere per una musica con una contaminazione che viene si dal passato ma che lascia aperta la strada verso una ritrovata cognizione di canzone italiana.

 

Tracklist

1. il colore del vetro

2. l’altra metà di me stesso

3. don giovanni

4. l’idiota

5. muscoli di carta

6. infezione

7. la mia fetta

8. lacrime e fango

9. l’astronauta

10. il pittore del mondo

11. quella sensazione di comodità

12. piume di cristallo

13. non sono io, sono gli altri

Protezione Civile Spa.

Ai margini di una polemica quando meno surreale, al pari della tante alle quali abbia già assistito, ci gustiamo questo attacco mediatico contro Bertolaso. Chiede le dimissioni, che prontamente vengono bloccate dal Berlusconi nazionale, mentre il Pd e Di Pietro spingono per un chiarimento dei fatti.Tutto questo mentre il governo cerca di “privatizzare” la Protezione civile. I malpensanti inneggiano all’uso deviato del mezzo per gestire i grandi eventi come il G8 in Abruzzo. Secondo varie fonti, Bertolaso sarebbe partecipe di un potenziale sistema di aggiudicazione di appalti, proprio per queste “grandi” occasioni. Allargando il discorso al numero spropositato di società di proprietà della cosa pubblica, non sarebbe lecito fare un discorso più generale. piuttosto che soffermarsi solo sulla Protezione Civile? E’ normale che un ente pubblico bypassi le regole, utilizzando mezzi privati?
Le indagini su Bertolaso proseguono, e le accuse non sono da sottovalutare. Se davvero si fosse macchiato della partecipazione in appalti truccati, ci sarebbe davvero da porsi troppi problemi. Un organo che dovrebbe difenderci dalle calamità naturali, che si occupa in gran segreto di organizzazione di eventi e quant’altro. Sostenuto da normative ad personam, oltretutto. Poco, poco chiaro. Che sia la giustizia a fare il suo corso, e speriamo non sia la solita macchinazione politica.